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	<title>asilo politico Archivi - Martina Sera</title>
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	<description>Corriere della Valle d&#039;Itria</description>
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	<title>asilo politico Archivi - Martina Sera</title>
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		<title>Bello (FI) sulla questione immigrati: &#8220;solidarietà prioritaria per i nostri cittadini&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Fasano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2015 08:47:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
		<category><![CDATA[Avv. Piero Bello]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Italia]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si riceve e si pubblica quanto ricevuto dal consigliere di Forza Italia Avv. Piero Bello:  &#8220;Quanto accaduto a Martina</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/bello-fi-sulla-questione-immigrati-solidarieta-prioritaria-per-i-nostri-cittadini/">Bello (FI) sulla questione immigrati: &#8220;solidarietà prioritaria per i nostri cittadini&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Si riceve e si pubblica quanto ricevuto dal consigliere di Forza Italia Avv. Piero Bello: </em></strong></p>
<p style="text-align: justify">&#8220;Quanto accaduto a Martina Franca in questi giorni fotografa in modo nitido la realtà del fenomeno degli immigrati.  Arrivano nelle nostre città uomini e donne che nessuno è in grado di classificare dal punto di vista delle reali motivazioni. Nessuno mai si opporrà alla assistenza di chi fugge dalle guerre e dalla povertà. Ma quanti realmente sono profughi e quanti invece possono appartenere a gruppi terroristici o semplicemente essere soggetti dediti alla delinquenza? Chi può dirlo? I 59 migranti che sono scomparsi dal centro di accoglienza di Martina Franca, perché lo hanno fatto? E, soprattutto chi ha la responsabilità della loro gestione? Come si verifica se vi sono i requisiti per la richiesta di asilo politico se non si riesce neppure a controllarne i flussi, peraltro in un contesto ben definito e numericamente ancora limitato? Figuriamoci ora che, come si prevede, gli arrivi si moltiplicheranno. C&#8217;è un&#8217;altra questione che ci differenzia da chi si appunta la medaglia della solidarietà; i fatti di Roma insegnano che molto spesso dietro la solidarietà c&#8217;è il business. Ma lasciamo stare quello che potrebbe essere un caso estremo. Si spendono soldi pubblici, tanti,  con la motivazione di dare assistenza a povera gente. E la nostra povera gente? a loro chi pensa? ai nostri disoccupati, alle famiglie sfrattate, a chi non ha i soldi per curarsi? Da un lato si alimenta il traffico umano, avendo sulla coscienza tanti morti in mare, dall&#8217;altro si impiegano ingenti risorse, senza però intervenire sulla fonte del problema. E&#8217; vero che la comunità internazionale ha di fatto lasciato sola l&#8217;Italia, ma è anche vero che il governo Renzi ha lasciato sole le realtà locali! Rischiamo di ritrovarci a breve invasi da migliaia di migranti senza avere la possibilità di controllarne i movimenti. E&#8217; il momento di affrontare la questioni con razionalità e concretezza mettendo da parte il sentimentalismo di facciata. Solidarietà si, ma priorità per i nostri cittadini&#8221;.</p>
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		<title>Lo SPRAR di Martina Franca : borse lavoro per i rifiugiati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Fasano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2014 10:20:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[asilo politico]]></category>
		<category><![CDATA[Borse Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[SPRAR Martina Franca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Servizio di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) di Martina Franca, ci descrive, con un comunicato,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/lo-sprar-di-martina-franca-attivate-le-borse-lavoro-per-i-rifiugiati/">Lo SPRAR di Martina Franca : borse lavoro per i rifiugiati</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Il Servizio di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) di Martina Franca, ci descrive, con un comunicato, la vita dei richiedenti asilo e ci segnala in particolare l&#8217;attivazione delle borse lavoro (attivate con regione puglia/ministero interno/ e di quelle in corso di attivazione col ministero del lavoro) per alcuni di loro:</p>
<p style="text-align: justify">“Atsham, Zahid, Moubashir, Douda. Dietro questi quattro nomi, ci sono le storie di vita, di sofferenze, di viaggi lunghi ed estenuanti, di quattro richiedenti asilo politico le cui strade si sono incontrate a Martina Franca, città della Valle d&#8217;Itria conosciuta certamente per il suo Festival Internazionale, ma recentemente per essere città della pace e della solidarietà.</p>
<p style="text-align: justify">E non solo perchè così deliberato dal consiglio comunale, ma perchè nei fatti Martina Franca si è distinta come città accogliente. Da marzo di quest&#8217;anno infatti grazie al progetto <em>La mia nuova città</em> presentato da Comune di Martina Franca insieme all&#8217;associazione Salam, il territorio martinese ospita il Servizio di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (“Sprar”).</p>
<p style="text-align: justify">Un&#8217;opportunità per i richiedenti e rifugiati in fuga da guerre e violazioni dei diritti umani, come Atsham, Zahid, Moubashir e Douda, che a piccoli passi, stanno riconquistando la loro personale autonomia. A piccoli passi, appunto, lungo un cammino che dal paese di provenienza, in cui hanno lasciato i loro affetti più cari, li ha portati fino a qui. Hanno superato confini insormontabili, attraversato paesi e mari. Hanno messo a repentaglio la loro stessa vita, Atsham e Zahid in nome dei loro ideali, per l&#8217;indipendenza di un territorio come il Kashmir che dal 1947 si ritrova spaccato a metà. Come un muro di Berlino che divide un vasto e ricchissimo territorio, i kashmiri sono costretti a vivere separati. Intere famiglie sono state smembrate e costretti i componenti a vivere distanti l&#8217;uno dall&#8217;altro. Non possono vedersi, abbracciarsi, e neppure sentirsi. Le due parti sono divise da un confine che solo in alcuni punti e pochissime volte viene aperto. E succede ad esempio che in occasione di un matrimonio gli invitati degli sposi si incontrino laddove il territorio è diviso da un fiume. Gli invitati possono solo festeggiare ma a distanza, con lo sguardo. Il cibo o i regali invece vengono passati da una parte all&#8217;altra della sponda del fiume, grazie a una corda. Tutto intorno è un concentramento di militari, indiani e pachistani. Ma di questa guerra nessuno ne parla. Perchè è una guerra dietro cui si nascondono interessi commerciali. Cosa infatti porta e spinge i due Stati ad essere così violenti contro i kashmiri? La paura di perdere un territorio ricchissimo, che ogni giorno viene sfruttato da Pakistan e India per le sue risorse più preziose come l&#8217;acqua, diamanti e oro.</p>
<p style="text-align: justify">Come Atsham e Zahid, anche Moubashir e Douda sono scappati via dai loro rispettivi paesi: il Mali e l&#8217;Afghanistan. Due paesi differenti, dalle mille problematiche che li accomunano. Portandosi dietro le loro storie, le loro preoccupazioni ma anche le loro speranze, tutti loro giovanissimi oggi hanno un&#8217;opportunità che si chiama Sprar di Martina Franca.</p>
<p style="text-align: justify">Non è questo un centro dove i migranti ospitati trovano un&#8217;accoglienza, del tipo cui siamo abituati a sentire “assistenzialistica e caritatevole”. Questo tipo di approccio e atteggiamento è stato superato grazie alla decisione presa in condivisione dal Comune di Martina, e nello specifico dall&#8217;Assessorato alle politiche sociali e dall&#8217;associazione Salam che lo gestisce, di portare il beneficiario Sprar a riconquistare fin da subito un&#8217;autonomia personale fortemente condizionata dal processo migratorio. Prima di tutto, attraverso un&#8217;accoglienza integrata: lo Sprar di Martina Franca infatti è strutturato in appartamenti dislocati nel centro storico. Qui, in questi appartamenti che lo Sprar ha preso in affitto da proprietari martinesi, con ricaduta economica importante per il territorio, i richiedenti asilo possono uscire una volta per tutte dalla dimensione di dipendenza e subordinazione.</p>
<p style="text-align: justify">Una casa è infatti il luogo dove poter fare progetti; dove poter mettere le basi per una nuova vita. Una casa rappresenta per tanti richiedenti o rifugiati la possibilità di riconquistare spesso con grande difficoltà la propria autonomia e i propri spazi. Una casa è anche il luogo dove poter ritrovare una propria intimità, dove poter decidere cosa mangiare e quando mangiare. Una casa è la possibilità di pregare. Una casa significa anche gestire se stessi e la propria vita. Fare i conti con se stessi e col proprio vicinato. Ma rappresenta anche l&#8217;occasione per i richiedenti di conoscere la loro nuova città, di integrarsi, e per Martina Franca, di entrare in contatto con nuove culture e tradizioni.</p>
<p style="text-align: justify">Ma “la casa” rappresenta anche il punto di partenza di un percorso Sprar che punta all&#8217;inclusione e all&#8217;inserimento socio-lavorativo di tutti i titolari di protezione. Dopo la gestione autonoma di una casa, il beneficiario infatti viene supportato nell&#8217;integrazione attraverso un percorso di alfabetizzazione, che gli consenta di sentirsi a proprio agio nella comunicazione e interazione e di poter accedere al mondo del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify">E così è stato per quattro beneficiari dello Sprar di Martina Franca: Atsham, Zahid, Moubashir e Douda, dopo aver frequentato un corso di italiano, hanno potuto fare i primi passi in questa nuova avventura. I primi tre richiedenti hanno potuto usufruire delle borse lavoro messe a disposizione del Ministero dell&#8217;Interno.</p>
<p style="text-align: justify">Lavorano oggi per cinque ore al giorno, dal lunedì al sabato in una lavanderia alle porte di Taranto, nel quartiere Paolo VI. Douda, del Mali invece è stato inserito in un progetto di valorizzazione della città vecchia di Taranto. Il progetto chiamato “quell&#8217;angolo di mondo” diretto e curato dal dott. Giovanni Berardi è stato approvato col bando regionale “piccoli sussidi”. E si svolge all&#8217;interno della bella cornice della Chiesa S. Andrea degli Armeni Domus Armenorum Taranto: qui in collaborazione e col sostegno costante degli abitanti della città vecchia di Taranto, i richiedenti e rifugiati, tra cui anche Douda metteranno a disposizione le loro competenze linguistiche per realizzare brochure per il centro storico tarantino in lingua madre, fare da guide nei percorsi turistici, e creare un&#8217;applicazione per smartphone e tablet in grado di localizzare, conoscere, ascoltare anche nella lingua araba, russa o persiana il patrimonio culturale diffuso del borgo antico. Tutto questo al fianco di operatori e validissimi professionisti del settore e dopo un percorso di training finalizzato alla conoscenza e acquisizione di competenze necessarie per lo svolgimento delle attività.</p>
<p style="text-align: justify">Lo Sprar di Martina Franca, per i restanti beneficiari, sta attivando inoltre borse lavoro messe a disposizione dal Ministero del Lavoro, perché un&#8217;effettiva integrazione può avvenire anche e soprattutto grazie ad un inserimento economico, al conseguimento di un&#8217;autonomia economica attraverso l&#8217;accesso ad un&#8217;occupazione dignitosa”</p>
<p style="text-align: justify"><strong><em>Si allega sopra una foto sulle attività nella Chiesa di S. Andrea degli Armeni (città vecchia a Taranto).</em></strong><strong><em> </em></strong><strong>Fonte foto: Giovanni Berardi</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.martinasera.it/lo-sprar-di-martina-franca-attivate-le-borse-lavoro-per-i-rifiugiati/">Lo SPRAR di Martina Franca : borse lavoro per i rifiugiati</a> proviene da <a href="https://www.martinasera.it">Martina Sera</a>.</p>
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